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giovedì, Giugno 20, 2024

FRANCO DEL PRETE – L’ultimo apache “E la musica va” .

Negli anni sessanta nasce il gruppo "The Showmen", nel 1968 gli stessi vincono il Cantagiro con "Un'ora sola ti vorrei".

Franco Del Prete ha dato il cuore, l’anima alla sua arte, la musica. Tre generazioni di musicisti sono cresciuti grazie ai suoi insegnamenti, di Maestro e di musica soprattutto, la sua bontà è stata infinita. Originario della sua amata Frattamaggiore, “figlio della guerra” (come si autodefiniva), Franco Del Prete era chiamato dalla sua sente “Sciomen”. Negli anni sessanta nasce il gruppo “The Showmen“, nel 1968 gli stessi vincono il Cantagiro con “Un’ora sola ti vorrei”. Successivamente il Supergruppo napoletano di Franco Del Prete, James Senese, Elio D’Anna, partecipa al Festival di Sanremo con “Tu sei bella come sei“. L’esperienza musicale che segna uno spartiacque nella carriera di Franco Del Prete è la fine degli Sowman, la nascita di Napoli Centrale. Ha inizio il sodalizio con James Senese, comincia la sua attività di paroliere. Mentre nel mondo spopolavano dischi dei Led Zeppelin, Black Sabbath, Bruce Springsteen, Pink Floyd, Queen, Franco scrive canzoni in napoletano. Una lingua la nostra, considerata dagli altri un dialetto, per snobismo e invidia. Sulla musica scritta da James, con l’apporto di Mark Harris e Tom Walmsley, Franco propone storie proletarie: “Campagna” ne è l’esempio migliore. Dopo l’esibizione al prestigioso Montreux Jazz Festival “Napoli Centrale” , anche in modo abbastanza inconsapevole, come tutti i pionieri di un genere, danno vita al “Neapolitan Power“. Lo stesso Pino Daniele deve molto a questa esperienza musicale. Le collaborazioni di Franco Del Prete a livello nazionale sono innumerevoli, di altissimo livello: Gino Paolo, Eduardo De Crescendo, Sal Da Vinci e Peppino di Capri. Scrive canzoni anche per Lucio Dalla, Raiz, Zulù, Tullio De Piscopo, Peppe Barra, Enzo Avitabile ed Enzo Gragnaniello, confermando la sua fama di grandissimo paroliere.
Franco, fino agli ultimi momenti della sua vita, ha sempre mostrato una forza d’animo fuori dal comune. La sua bontà e la sua leggerezza hanno resistito in una società diventata sempre più individualista e competitiva. L’anima di Franco Del Prete, la sua uscivano fuori con le espressioni del suo viso, nel modo di suonare. Trasparivano dal suo volto sensazioni che esprimevano ciò che stava interpretando musicalmente. Altro che competizione: sul suo strumento Franco costruiva le fondamenta dell’opera che stava riproducendo. Colpo dopo colpo, sul suo strumento, la batteria, la più impercettibile “Ghost note“, il “China” più rumoroso che possa esserci. Il Gruppo era il cerchio della sua vita e senza la Band Franco non era Franco. Non a caso dal 2006 fonda il progetto musicale Sud Express con l’album “L’ultimo apache“. quel treno di chiare radici napoletane, sul quale chiunque, senza discriminazione, è salito. Ad un anno di distanza da quando quel treno si è fermato, Franco ha lasciato un gran vuoto nei nostri cuori. Siamo qui a raccontare una Storia, la sua, i suoi insegnamenti. Siamo certi che la musica che ci ha regalato non si fermerà mai e noi continueremo, nel suo ricordo “la musica va…

Francesco Moccia

Franco Del Prete ha dato il cuore, l’anima alla sua arte, la musica. Tre generazioni di musicisti sono cresciuti grazie ai suoi insegnamenti, di Maestro e di musica soprattutto, la sua bontà è stata infinita. Originario della sua amata Frattamaggiore, “figlio della guerra” (come si autodefiniva), Franco Del Prete era chiamato dalla sua sente “Sciomen”. Negli anni sessanta nasce il gruppo “The Showmen“, nel 1968 gli stessi vincono il Cantagiro con “Un’ora sola ti vorrei”. Successivamente il Supergruppo napoletano di Franco Del Prete, James Senese, Elio D’Anna, partecipa al Festival di Sanremo con “Tu sei bella come sei“. L’esperienza musicale che segna uno spartiacque nella carriera di Franco Del Prete è la fine degli Sowman, la nascita di Napoli Centrale. Ha inizio il sodalizio con James Senese, comincia la sua attività di paroliere. Mentre nel mondo spopolavano dischi dei Led Zeppelin, Black Sabbath, Bruce Springsteen, Pink Floyd, Queen, Franco scrive canzoni in napoletano. Una lingua la nostra, considerata dagli altri un dialetto, per snobismo e invidia. Sulla musica scritta da James, con l’apporto di Mark Harris e Tom Walmsley, Franco propone storie proletarie: “Campagna” ne è l’esempio migliore. Dopo l’esibizione al prestigioso Montreux Jazz Festival “Napoli Centrale” , anche in modo abbastanza inconsapevole, come tutti i pionieri di un genere, danno vita al “Neapolitan Power“. Lo stesso Pino Daniele deve molto a questa esperienza musicale. Le collaborazioni di Franco Del Prete a livello nazionale sono innumerevoli, di altissimo livello: Gino Paolo, Eduardo De Crescendo, Sal Da Vinci e Peppino di Capri. Scrive canzoni anche per Lucio Dalla, Raiz, Zulù, Tullio De Piscopo, Peppe Barra, Enzo Avitabile ed Enzo Gragnaniello, confermando la sua fama di grandissimo paroliere.
Franco, fino agli ultimi momenti della sua vita, ha sempre mostrato una forza d’animo fuori dal comune. La sua bontà e la sua leggerezza hanno resistito in una società diventata sempre più individualista e competitiva. L’anima di Franco Del Prete, la sua uscivano fuori con le espressioni del suo viso, nel modo di suonare. Trasparivano dal suo volto sensazioni che esprimevano ciò che stava interpretando musicalmente. Altro che competizione: sul suo strumento Franco costruiva le fondamenta dell’opera che stava riproducendo. Colpo dopo colpo, sul suo strumento, la batteria, la più impercettibile “Ghost note“, il “China” più rumoroso che possa esserci. Il Gruppo era il cerchio della sua vita e senza la Band Franco non era Franco. Non a caso dal 2006 fonda il progetto musicale Sud Express con l’album “L’ultimo apache“. quel treno di chiare radici napoletane, sul quale chiunque, senza discriminazione, è salito. Ad un anno di distanza da quando quel treno si è fermato, Franco ha lasciato un gran vuoto nei nostri cuori. Siamo qui a raccontare una Storia, la sua, i suoi insegnamenti. Siamo certi che la musica che ci ha regalato non si fermerà mai e noi continueremo, nel suo ricordo “la musica va…

Francesco Moccia

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