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giovedì, Giugno 20, 2024

GIUSEPPE CONTE HA SCELTO: Fuori dal Governo.

Giuseppe Conte ha scelto, ieri è uscito dalla riunione congiunta dei parlamentari, il movimento è fuori dal governo.

Alla vigilia del voto a Palazzo Madama, l’annuncio del leader M5S durante l’assemblea congiunta dei parlamentari. La decisione di non votare e di uscire dall’Aula è arrivata dopo la riunione del Consiglio nazionale del Movimento. Confermata la telefonata con Draghi. Salvini aveva detto: “Se salta governo si vota”. In serata telefonata con Berlusconi, Meloni: “Elezioni subito”

La scena di Giuseppe Conte all’uscita dalla riunione ieri sera intorno alle 22,00, resterà negli annali della politica italiana. L’ex Presidente del Consiglio gialloverde prima, giallorosso poi, ha vissuto negli ultimi giorni il periodo più nero della sua storia politica. La sconfitta alle elezioni amministrative, clamorosa e preoccupante ha dato inizio alla crisi. La scissione di Luigi Di Maio ha mutilato il numero di parlamentari. I continui scandali che hanno offuscato la bontà del Reddito di cittadinanza e del Bonus 110, il colpo di grazia.

Sono questi i punti critici che hanno dimezzato il potere contrattuale del M5s. Il leader Conte ieri ha deciso, insieme ai parlamentari, di uscire dal Senato e non dare la fiducia al governo sul D.L. “Aiuti”. Lo stesso Conte: “Con le medesime lineari, coerenti motivazioni alla Camera, il 14 luglio al Senato non parteciperemo al voto”.

La decisione è arrivata dopo il Consiglio nazionale del Movimento la riunione era stata interrotta intorno alle 15.30. C’è stata una telefonata tra Conte e il premier Mario Draghi. La riunione è ripresa dove deputati e senatori pentastellati si sono riuniti in un’assemblea congiunta, aperta proprio dalle parole del leader.

Conte, durante il suo intervento: “Oggi ho avuto un colloquio con il premier Draghi. Abbiamo parlato anche degli altri punti e devo registrare una disponibilità del presidente a venirci incontro su tutti gli aspetti. Però è evidente che la fase che stiamo affrontando non può accontentarsi di impegni, occorrono concrete misure. Siamo disponibili a dialogare e dare un nostro contributo al governo e al premier Draghi. Non siamo però disponibili a dare una cambiale in bianco

Ancora:  “Draghi ha annunciato un corposo decreto a fine luglio, questo è uno snodo politico importante, ammette indirettamente quello che il M5S diceva da tempo, che gli aiuti stanziati non sono sufficienti. Sono una soluzione tampone. Da oggi famiglie e imprese potranno sperare in un corposo aiuto a fine mese e questo lo si deve al Movimento 5 stelle. Se oggi oltre un milione di famiglie riesce ad affrontare l’indigenza, lo si deve al Reddito di cittadinanza, che qualcuno vuole smantellare e che, come abbiamo chiarito al premier Draghi, non permetteremo mai che venga smantellato“.

Infine: “Invito tutte le forze politiche a maneggiare con cura il concetto di responsabilità. Chi si straccia le vesti e lancia strali, attribuendo giudizi di responsabilità a destra e a manca deve guardare nel suo cortile e deve interrogarsi se sono stati loro responsabili di questa situazione”. Speriamo abbia fatto bene i conti in tasca Giuseppe Conte. La scelta del leader dei cinquestelle potrebbe portare a nuove elezioni e non dimentichiamo che durante la campagna elettorale: “Le chiacchiere le portano via il vento”.

di Mattia Pellino

Giuseppe Conte ha scelto, ieri è uscito dalla riunione congiunta dei parlamentari, il movimento è fuori dal governo.

Alla vigilia del voto a Palazzo Madama, l’annuncio del leader M5S durante l’assemblea congiunta dei parlamentari. La decisione di non votare e di uscire dall’Aula è arrivata dopo la riunione del Consiglio nazionale del Movimento. Confermata la telefonata con Draghi. Salvini aveva detto: “Se salta governo si vota”. In serata telefonata con Berlusconi, Meloni: “Elezioni subito”

La scena di Giuseppe Conte all’uscita dalla riunione ieri sera intorno alle 22,00, resterà negli annali della politica italiana. L’ex Presidente del Consiglio gialloverde prima, giallorosso poi, ha vissuto negli ultimi giorni il periodo più nero della sua storia politica. La sconfitta alle elezioni amministrative, clamorosa e preoccupante ha dato inizio alla crisi. La scissione di Luigi Di Maio ha mutilato il numero di parlamentari. I continui scandali che hanno offuscato la bontà del Reddito di cittadinanza e del Bonus 110, il colpo di grazia.

Sono questi i punti critici che hanno dimezzato il potere contrattuale del M5s. Il leader Conte ieri ha deciso, insieme ai parlamentari, di uscire dal Senato e non dare la fiducia al governo sul D.L. “Aiuti”. Lo stesso Conte: “Con le medesime lineari, coerenti motivazioni alla Camera, il 14 luglio al Senato non parteciperemo al voto”.

La decisione è arrivata dopo il Consiglio nazionale del Movimento la riunione era stata interrotta intorno alle 15.30. C’è stata una telefonata tra Conte e il premier Mario Draghi. La riunione è ripresa dove deputati e senatori pentastellati si sono riuniti in un’assemblea congiunta, aperta proprio dalle parole del leader.

Conte, durante il suo intervento: “Oggi ho avuto un colloquio con il premier Draghi. Abbiamo parlato anche degli altri punti e devo registrare una disponibilità del presidente a venirci incontro su tutti gli aspetti. Però è evidente che la fase che stiamo affrontando non può accontentarsi di impegni, occorrono concrete misure. Siamo disponibili a dialogare e dare un nostro contributo al governo e al premier Draghi. Non siamo però disponibili a dare una cambiale in bianco

Ancora:  “Draghi ha annunciato un corposo decreto a fine luglio, questo è uno snodo politico importante, ammette indirettamente quello che il M5S diceva da tempo, che gli aiuti stanziati non sono sufficienti. Sono una soluzione tampone. Da oggi famiglie e imprese potranno sperare in un corposo aiuto a fine mese e questo lo si deve al Movimento 5 stelle. Se oggi oltre un milione di famiglie riesce ad affrontare l’indigenza, lo si deve al Reddito di cittadinanza, che qualcuno vuole smantellare e che, come abbiamo chiarito al premier Draghi, non permetteremo mai che venga smantellato“.

Infine: “Invito tutte le forze politiche a maneggiare con cura il concetto di responsabilità. Chi si straccia le vesti e lancia strali, attribuendo giudizi di responsabilità a destra e a manca deve guardare nel suo cortile e deve interrogarsi se sono stati loro responsabili di questa situazione”. Speriamo abbia fatto bene i conti in tasca Giuseppe Conte. La scelta del leader dei cinquestelle potrebbe portare a nuove elezioni e non dimentichiamo che durante la campagna elettorale: “Le chiacchiere le portano via il vento”.

di Mattia Pellino

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