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mercoledì, Maggio 29, 2024

MEETING DI COMUNIONE E LIBERAZIONE: Il terzo tempo.

Meeting di Comunione e liberazione, prima del dibattito un caffè tra i leader. Mancava Giuseppe Conte, leader del M5S.

Oggi è stata la giornata di Mario Draghi. Dal palco il Presidente del Consiglio è stato applaudito prima, ricevuto una standing ovation alla fine. L’ultimo scatto con i giovani a cui si è rivolto più volte Mario Draghi. O giovani, esclusi oggi dall’agenda politica di questa strana competizione elettorale.

“Tra qualche settimana si comporrà il nuovo Parlamento e il nuovo governo, l’Italia c’è la farà”. Parole di speranza ma anche di rigore per l’autunno che non sará facile. Il palco di Rimini viene ripreso dal presidente del Movimento Cinque Stelle: “Non è stata ospitata la voce del Movimento 5 Stelle.

Ieri invece è stata la volta di Letta, Di Maio, Salvini, Rosato, Lupi. “Discutevamo le regole del dibattito”, dice Enrico Letta e la foto è emblematica di un dialogo. In tanti, sempre gli stessi, hanno sottolineato la cosa. In piena campagna elettorale, mentre ci sono liti e i distinguo, a Rimini si ritrovano tutti seduti a chiacchierare e prendere un caffè.

Uno scatto iconico, quello che ritrae i leader di quasi tutte le principali forze politiche uno accanto all’altro sotto un ombrellone. Giuseppe Conte, non è stato invitato al consueto appuntamento annuale del movimento fondato da don Giussani. “Oggi al Meeting di Rimini non è stata ospitata la voce del Movimento 5 Stelle“.

C’era invece una sfilata di politici che fanno finta di litigare in pubblico e poi intorno ad un tavolo trovano sempre l’accordo”. “Siamo scomodi”, queste le parole di Conte.

Ancora: “I partecipanti al dibattito del Meeting Rimini hanno concordato con il moderatore, Luciano Fontana, direttore del Corriere, le regole del dibattito stesso”. Credo che non ci sia nulla di male nel dialogare , prima di un dibattito, dopo il voto.

Come accade nel Rugby, il terzo tempo è un momento fondamentale e noi ci auguriamo avvenga di nuovo, accada sempre. Il dialogo vale più del confronto, in gioco non c’è qualche punto percentuale in più o in meno per la disperazione di qualche forza politica. In ballo c’è il futuro dell’Italia, di tutti noi e ha fatto bene oggi Mario Draghi a ribadirlo più volte.

di Mattia Pellino

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Meeting di Comunione e liberazione, prima del dibattito un caffè tra i leader. Mancava Giuseppe Conte, leader del M5S.

Oggi è stata la giornata di Mario Draghi. Dal palco il Presidente del Consiglio è stato applaudito prima, ricevuto una standing ovation alla fine. L’ultimo scatto con i giovani a cui si è rivolto più volte Mario Draghi. O giovani, esclusi oggi dall’agenda politica di questa strana competizione elettorale.

“Tra qualche settimana si comporrà il nuovo Parlamento e il nuovo governo, l’Italia c’è la farà”. Parole di speranza ma anche di rigore per l’autunno che non sará facile. Il palco di Rimini viene ripreso dal presidente del Movimento Cinque Stelle: “Non è stata ospitata la voce del Movimento 5 Stelle.

Ieri invece è stata la volta di Letta, Di Maio, Salvini, Rosato, Lupi. “Discutevamo le regole del dibattito”, dice Enrico Letta e la foto è emblematica di un dialogo. In tanti, sempre gli stessi, hanno sottolineato la cosa. In piena campagna elettorale, mentre ci sono liti e i distinguo, a Rimini si ritrovano tutti seduti a chiacchierare e prendere un caffè.

Uno scatto iconico, quello che ritrae i leader di quasi tutte le principali forze politiche uno accanto all’altro sotto un ombrellone. Giuseppe Conte, non è stato invitato al consueto appuntamento annuale del movimento fondato da don Giussani. “Oggi al Meeting di Rimini non è stata ospitata la voce del Movimento 5 Stelle“.

C’era invece una sfilata di politici che fanno finta di litigare in pubblico e poi intorno ad un tavolo trovano sempre l’accordo”. “Siamo scomodi”, queste le parole di Conte.

Ancora: “I partecipanti al dibattito del Meeting Rimini hanno concordato con il moderatore, Luciano Fontana, direttore del Corriere, le regole del dibattito stesso”. Credo che non ci sia nulla di male nel dialogare , prima di un dibattito, dopo il voto.

Come accade nel Rugby, il terzo tempo è un momento fondamentale e noi ci auguriamo avvenga di nuovo, accada sempre. Il dialogo vale più del confronto, in gioco non c’è qualche punto percentuale in più o in meno per la disperazione di qualche forza politica. In ballo c’è il futuro dell’Italia, di tutti noi e ha fatto bene oggi Mario Draghi a ribadirlo più volte.

di Mattia Pellino

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© Riproduzione riservata

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