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mercoledì, Maggio 29, 2024

NAPOLI EMPOLI 0 a 1: Abisso profondo per la squadra di Garcia.

E’ il Napoli peggiore in assoluto da quando la compagine partenopea è tornata in serie A.

RETE: 46′ st Kovalenko

La magnifica Banda Spalletti “Che il mondo fa tremar”, rifacendo il verso a un vecchio refrain del Bologna calcio,  interpretato da Dino Sarti, non esiste più. La squadra azzurra si è dissolta come neve al sole in una mattinata di novembre, anche se i sintomi di una fine ignominiosa si erano manifestati già in altre circostanze.

Un calendario favorevole, che aveva fatto ben sperare alla torcida azzurra, e che in altri tempi avrebbe proiettato la squadra partenopea in cima alla vetta, svolta ha prodotto una risoluzione malefica, perché mai come in questo caso il calendario è stato complice di un’agonia lenta, diabetica, uno stillicidio appunto come la malattia, che uccide il corpo dell’essere umano lentamente e senza far rumore.

Così ha fatto Garcia, che ha stroncato una realtà magnifica e invidiabile come il Napoli, che fino a qualche mese fa era una sorta di corazzata imbattibile. Siamo giunti a un punto di non ritorno e non c’è borsa o mercante oculato che tenga, con questo allenatore si finisce all’inferno.

Sono mesi che siamo lì a ripetere le stesse cose, se il buongiorno si vede dal mattino, il lavoro di Garcia è cominciato forse a mezzanotte inoltrata, una squadra scollegata, senza più ordine tra i reparti, fin da subito ha destato in molti l’idea che qualcosa non stava girando nel modo giusto.

Un gioco abulico, con incomprensibili cambi di ruolo, una confusione tattica che ha riportato come unica soluzione, un disordine generale. In tutto ciò  è venuto meno anche lo spirito di gruppo che ha contraddistinto una squadra normale trasformandola in supereroi.

Basti accostare l’errore su calcio d’angolo di Napoli – Sassuolo dell’anno passato all’errore su calcio d’angolo di Napoli – Union Berlino per comprendere quanta differenza passa, tra quel momento e questo attuale. Il Napoli peggiore in assoluto da quando la compagine partenopea è tornata in serie A.

Neanche Donadoni e Gattuso hanno fatto tanti danni. Cominciamo a pensare che Garcia non è solo un tecnico scarso e indigesto alla squadra, una sorta di corpo estraneo, rifiutato fisicamente dal resto della struttura, ma che porti pure jella.

Ogni qualvolta ha parlato di vittoria sicura, sono venuti fuori risultati negativi. La negatività talvolta è più dannosa di un errore tattico o di una formazione sbagliata, la negatività se comincia a perseguitarti ti trascina agli inferi.

In tempi non sospetti avevamo consigliato a ADL di licenziare seduta stante questo allenatore, ma siccome anche il presidente del Napoli, si è sentito a un certo punto una sorta di Dio greco, infallibile, ha pensato bene di fare orecchio da mercante.

La presunzione e l’egocentrismo del patron azzurro è cosa risaputa, e a nostro avviso è uno dei motivi, per cui la squadra sta fallendo miseramente. Certo nessuno si aspettava un cambiamento riprovevole così repentino da parte dei calciatori, che ci stanno comunque mettendo del loro.

Adesso pare che la soluzione studiata da De Laurentiis pare sia indirizzata a dare la “panchina” ai Cannavaro, passando come si dice dalla padella alla brace, con questi due che Benevento hanno causato sfaceli la vedo nera, in terra sannita stanno ancora piangendo e curandosi le ferite dello scempio che hanno colà procurato.

Povero ciuccio mio, ciente piaghe e a coda fraceta.

di Fiore Marro

E’ il Napoli peggiore in assoluto da quando la compagine partenopea è tornata in serie A.

RETE: 46′ st Kovalenko

La magnifica Banda Spalletti “Che il mondo fa tremar”, rifacendo il verso a un vecchio refrain del Bologna calcio,  interpretato da Dino Sarti, non esiste più. La squadra azzurra si è dissolta come neve al sole in una mattinata di novembre, anche se i sintomi di una fine ignominiosa si erano manifestati già in altre circostanze.

Un calendario favorevole, che aveva fatto ben sperare alla torcida azzurra, e che in altri tempi avrebbe proiettato la squadra partenopea in cima alla vetta, svolta ha prodotto una risoluzione malefica, perché mai come in questo caso il calendario è stato complice di un’agonia lenta, diabetica, uno stillicidio appunto come la malattia, che uccide il corpo dell’essere umano lentamente e senza far rumore.

Così ha fatto Garcia, che ha stroncato una realtà magnifica e invidiabile come il Napoli, che fino a qualche mese fa era una sorta di corazzata imbattibile. Siamo giunti a un punto di non ritorno e non c’è borsa o mercante oculato che tenga, con questo allenatore si finisce all’inferno.

Sono mesi che siamo lì a ripetere le stesse cose, se il buongiorno si vede dal mattino, il lavoro di Garcia è cominciato forse a mezzanotte inoltrata, una squadra scollegata, senza più ordine tra i reparti, fin da subito ha destato in molti l’idea che qualcosa non stava girando nel modo giusto.

Un gioco abulico, con incomprensibili cambi di ruolo, una confusione tattica che ha riportato come unica soluzione, un disordine generale. In tutto ciò  è venuto meno anche lo spirito di gruppo che ha contraddistinto una squadra normale trasformandola in supereroi.

Basti accostare l’errore su calcio d’angolo di Napoli – Sassuolo dell’anno passato all’errore su calcio d’angolo di Napoli – Union Berlino per comprendere quanta differenza passa, tra quel momento e questo attuale. Il Napoli peggiore in assoluto da quando la compagine partenopea è tornata in serie A.

Neanche Donadoni e Gattuso hanno fatto tanti danni. Cominciamo a pensare che Garcia non è solo un tecnico scarso e indigesto alla squadra, una sorta di corpo estraneo, rifiutato fisicamente dal resto della struttura, ma che porti pure jella.

Ogni qualvolta ha parlato di vittoria sicura, sono venuti fuori risultati negativi. La negatività talvolta è più dannosa di un errore tattico o di una formazione sbagliata, la negatività se comincia a perseguitarti ti trascina agli inferi.

In tempi non sospetti avevamo consigliato a ADL di licenziare seduta stante questo allenatore, ma siccome anche il presidente del Napoli, si è sentito a un certo punto una sorta di Dio greco, infallibile, ha pensato bene di fare orecchio da mercante.

La presunzione e l’egocentrismo del patron azzurro è cosa risaputa, e a nostro avviso è uno dei motivi, per cui la squadra sta fallendo miseramente. Certo nessuno si aspettava un cambiamento riprovevole così repentino da parte dei calciatori, che ci stanno comunque mettendo del loro.

Adesso pare che la soluzione studiata da De Laurentiis pare sia indirizzata a dare la “panchina” ai Cannavaro, passando come si dice dalla padella alla brace, con questi due che Benevento hanno causato sfaceli la vedo nera, in terra sannita stanno ancora piangendo e curandosi le ferite dello scempio che hanno colà procurato.

Povero ciuccio mio, ciente piaghe e a coda fraceta.

di Fiore Marro

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