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venerdì, Giugno 21, 2024

NAPOLI– FIORENTIA 1 a 3 – Terza sconfitta in casa per gli azzurri, ancora contro una diretta concorrente.

La squadra così dimessa sembra pronta per il prossimo film di De Laurentiis: L’allenatore nel pallone III

Marcatori: 7′ Brekalo (F), 50′ pt rig. Osimhen (N), 63′ Bonaventura (F), 93′ Nico Gonzalez (F).

Anche il più incallito dei tifosi partenopei, quello che crede ancora per dire che Mocellin e Livio Pin erano dei fuoriclasse, sapeva che non si sarebbe ripetuta la magica stagione del campionato scorso. Difficilmente da queste parti si riesce a mantenere alto un progetto, così ambizioso, se poi parliamo di calcio, allora basta vedere lo score della squadre che hanno vinto questo torneo per comprenderne la possibilità di farlo. La prova, evidente, di tutto questo, lo ha confermato l’era Maradona.

In sette anni, pur avendo in squadra il calciatore più forte in assoluto, le vittorie finali furono appena due. Stavolta il demerito però è anche per via delle scelte aziendali di Aurelio De Laurentiis. Dopo questa sacrosanta premessa c’è comunque da dire che nessuno si sarebbe aspettato da questo Napoli un epilogo così doloroso. Una squadra che è passata dagli splendori d’Europa alle polveri celesti e viola.

Sembra la parabola del regno di Napoli quando passò dalla grandezza borbonica alle nefandezze savojarde. In tempi non sospetti aveva consigliato alla dirigenza partenopea di liberarsi di Garcia, già in occasione della prima sosta stagionale, non è stato fatto. Il fato da al Napoli una nuova occasione, prima che sia così tardi da diventare una situazione irreparabile.

Il Napoli non fa per Rudy Garcia, Garcia non è all’altezza di fare l’allenatore del  Napoli.  E c’è pure gente che ha lanciato il partito pro Garcia. La squadra dicevamo sembra la fotocopia sgualcita del bellissimo Napoli di Spalletti, più che altro pare sia diventata una fotocopia allegorica della Longobarda di Oronzo Canà. Anguissa novello Bergonzoni e Kvara il sosia di Giginho, Meret nei panni di Crisantemi sembra adatto al ruolo, e l’attuale Osimhen un perfetto Speroni.

Confrontare Garcia a Canà però risulterebbe un sacrilegio per l’indimenticabile Oronzo, Ma la squadra sembra pronta per il prossimo film di De Laurentiis: L’allenatore nel pallone III. Un disastro totale. Formazione che ha dimenticato come si difende, ogni qualvolta un centrocampista avversario prova a entrare in area azzurra, palla al piede.

Si ritrova dinnanzi una montagna di burro, che si scioglie come neve al sole, se ciò è comprensibile con fuoriclasse come Jude Bellingham. Un poco meno lo diventa quando a farlo sono calciatori mediocri come Arthur e  Bonaventura. Una squadra allo sbando, condita da sostituzioni cervellotiche che forse nemmeno il migliore dei cruciverbisti riuscirebbe a comprendere e districare.

Per fare un progetto serio ci vogliono anni di duro lavoro per far cadere un progetto buono all’attuale tecnico del Napoli. Sono bastati pochi mesi: “chelle che se firate e combinà Garcia, è da guinness dei primati“. Un gioco del calcio da vomito, una confusione generale, calciatori che sbagliano anche le più semplici nozioni tecniche, una porta diventata talvolta un miraggio, un pressing sparagnino al limite del ridicolo e ultimo ma non ultimo una girandola di sostituzioni che non hanno ne capo ne coda.

In molti continuano a sostenere che ADL non spende soldi per due allenatori e soprattutto non li spende per un allenatore costoso e esigente come Antonio Conte. Costui, ancora stranamente sulla piazza, tutto ciò è pura follia perché tutto questo non verrebbe di certo a costare l’esclusione dannosa dalla prossima Champions. A parte un danno economico, ancora di più quello dall’esclusione dal Mondiale per club che si prospetta.

Si chiude questa seconda parte del campionato, a causa della sosta per le Nazionali, con un bottino misero, di tre sconfitte, due pareggi e cinque vittorie, in perfetta media per la Confederation Cup del prossimo anno,  visto che ci sono ancora tante avversarie ancora più forti e motivate di quelle finora affrontante e se tanto mi da tanto, la vedo davvero nera.

di Fiore Marro

La squadra così dimessa sembra pronta per il prossimo film di De Laurentiis: L’allenatore nel pallone III

Marcatori: 7′ Brekalo (F), 50′ pt rig. Osimhen (N), 63′ Bonaventura (F), 93′ Nico Gonzalez (F).

Anche il più incallito dei tifosi partenopei, quello che crede ancora per dire che Mocellin e Livio Pin erano dei fuoriclasse, sapeva che non si sarebbe ripetuta la magica stagione del campionato scorso. Difficilmente da queste parti si riesce a mantenere alto un progetto, così ambizioso, se poi parliamo di calcio, allora basta vedere lo score della squadre che hanno vinto questo torneo per comprenderne la possibilità di farlo. La prova, evidente, di tutto questo, lo ha confermato l’era Maradona.

In sette anni, pur avendo in squadra il calciatore più forte in assoluto, le vittorie finali furono appena due. Stavolta il demerito però è anche per via delle scelte aziendali di Aurelio De Laurentiis. Dopo questa sacrosanta premessa c’è comunque da dire che nessuno si sarebbe aspettato da questo Napoli un epilogo così doloroso. Una squadra che è passata dagli splendori d’Europa alle polveri celesti e viola.

Sembra la parabola del regno di Napoli quando passò dalla grandezza borbonica alle nefandezze savojarde. In tempi non sospetti aveva consigliato alla dirigenza partenopea di liberarsi di Garcia, già in occasione della prima sosta stagionale, non è stato fatto. Il fato da al Napoli una nuova occasione, prima che sia così tardi da diventare una situazione irreparabile.

Il Napoli non fa per Rudy Garcia, Garcia non è all’altezza di fare l’allenatore del  Napoli.  E c’è pure gente che ha lanciato il partito pro Garcia. La squadra dicevamo sembra la fotocopia sgualcita del bellissimo Napoli di Spalletti, più che altro pare sia diventata una fotocopia allegorica della Longobarda di Oronzo Canà. Anguissa novello Bergonzoni e Kvara il sosia di Giginho, Meret nei panni di Crisantemi sembra adatto al ruolo, e l’attuale Osimhen un perfetto Speroni.

Confrontare Garcia a Canà però risulterebbe un sacrilegio per l’indimenticabile Oronzo, Ma la squadra sembra pronta per il prossimo film di De Laurentiis: L’allenatore nel pallone III. Un disastro totale. Formazione che ha dimenticato come si difende, ogni qualvolta un centrocampista avversario prova a entrare in area azzurra, palla al piede.

Si ritrova dinnanzi una montagna di burro, che si scioglie come neve al sole, se ciò è comprensibile con fuoriclasse come Jude Bellingham. Un poco meno lo diventa quando a farlo sono calciatori mediocri come Arthur e  Bonaventura. Una squadra allo sbando, condita da sostituzioni cervellotiche che forse nemmeno il migliore dei cruciverbisti riuscirebbe a comprendere e districare.

Per fare un progetto serio ci vogliono anni di duro lavoro per far cadere un progetto buono all’attuale tecnico del Napoli. Sono bastati pochi mesi: “chelle che se firate e combinà Garcia, è da guinness dei primati“. Un gioco del calcio da vomito, una confusione generale, calciatori che sbagliano anche le più semplici nozioni tecniche, una porta diventata talvolta un miraggio, un pressing sparagnino al limite del ridicolo e ultimo ma non ultimo una girandola di sostituzioni che non hanno ne capo ne coda.

In molti continuano a sostenere che ADL non spende soldi per due allenatori e soprattutto non li spende per un allenatore costoso e esigente come Antonio Conte. Costui, ancora stranamente sulla piazza, tutto ciò è pura follia perché tutto questo non verrebbe di certo a costare l’esclusione dannosa dalla prossima Champions. A parte un danno economico, ancora di più quello dall’esclusione dal Mondiale per club che si prospetta.

Si chiude questa seconda parte del campionato, a causa della sosta per le Nazionali, con un bottino misero, di tre sconfitte, due pareggi e cinque vittorie, in perfetta media per la Confederation Cup del prossimo anno,  visto che ci sono ancora tante avversarie ancora più forti e motivate di quelle finora affrontante e se tanto mi da tanto, la vedo davvero nera.

di Fiore Marro

© Riproduzione riservata

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