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venerdì, Giugno 21, 2024

NAPOLI– JUVENTUS 5 a 1 : Il Napoli erutta e la Vecchia Signora è distrutta!

Un Napoli roboante, epico, un azzurro bello come il mare che circonda la città e potente, eruttante come il Vesuvio.

Marcatori: 14′ Osimhen (N), 39′ Kvaratskhelia (N), 42′ Di Maria (J), 55′ Rrahmani (N), 65′ Osimhen (N), 72′ Elmas (N).

A un dato momento, mi arriva un messaggio dagli spalti del Maradona:  [23:39, 13/1/2023] Antonio Mio: “Mammami… Ma che è succiess?” Antonio Mio sta per mio figlio primogenito. Incredulo e raggiante, come tutti quelli della sua generazione, nati dopo l’era Maradona, che hanno finalmente visto strapazzare la Juve.

Il nemico di sempre, il Savoia usurpatore; felice come padre e come tifoso, nel riscontrare la gioia del proprio figlio, senza naturalmente dimenticare e sottolineare che quelli della mia generazione e con qualche capello bianco di troppo, almeno a quelli cui i capelli in testa hanno resistito, come al sottoscritto.

Le “manite”inferte alla Vecchia Signora, oggi pronta per l’ospizio, hanno avuto modo di vederne altre, una sotto gli occhi della Fiat, a Torino, in uno strepitoso 5 a 3. Antonio Careca rifilò una tripletta ai bianconeri, in un grigio pomeriggio piemontese, la stagione terminò con la conquista della Coppa Uefa.

L’altra “cinquina” rifilata agli odiati Non Colorati, si manifestò il 1° settembre del 1990, in occasione della terza edizione della Supercoppa Italiana. Un Napoli che sembrava stellare ma che invece poi si rivelò al crepuscolo, dopo sette stagioni indimenticabili.

Momenti indelebili che rimarranno nel libro dei ricordi di ogni innamorato degli azzurri partenopei. Contento quindi per le nuove generazioni, contento per la gioia di un popolo intero. L’unico al mondo che ha avuto una città come Regno, come è stato un tempo Napoli, reale come appare il Calcio Napoli in questa sessione di campionato.

Certo la vittoria è stata agevolata anche dal più presuntuoso degli allenatori, Allegri, che schiera nella corsia di Kvaratskhelia il malcapitato Chiesa. L’attaccante bianconero costretto a giocare da terzino, fa delle figuracce inenarrabili. La fortuna talvolta è amica dei presuntuosi egregio Allegri, ma poi davanti a chi è più forte, non c’è fortuna o stellone che possa tenere.

I bianconeri finché il loro unico fuoriclasse ha tenuto botta, quel Fideo al secolo Angel Di Maria, spiritato e talvolta inarrestabile, è riuscita a giocarsela alla pari. Sparito l’argentino la gara non ha avuto più storie, . Gli azzurri hanno letteralmente schiantato i malcapitati juventini, che in qualche circostanza sono stati addirittura graziati dagli avanti del Napoli.

 Una vittoria esaltante, quella degli azzurri, che hanno giocato contro un avversario che in campo si è schierata come la peggiore delle provinciali. In undici dietro la palla, ma questo solo per un tempo, perché nella ripresa i partenopei hanno dilagato, sembrava di assistere a una sorta di Diluvio universale.

Un diluvio che ha visto soprattutto la magnificenza di due campioni:  Victor Osimhen, impressionante, incisivo, indomabile, sempre pericolo. L’attaccante azzurro ha messo in costante difficoltà Bremer e timbra da rapace l’1-0. Hosimen fornisce l’assist a Kvaratskhelia ricambiando il favore. Poi di testa, sua grande specialità, timbra anche il 4-1.

L’altro,  Khvicha Kvaratskhelia Il georgiano che è tornato ai livelli cui ci aveva abituati nella prima parte di stagione. Il suo bottino di serata è di un gol e due assist, quello complessivo racconta di 9 gol e 9 assist. Serve aggiungere altro?

Un Napoli roboante, epico, un azzurro bello come il mare che circonda la città e potente, eruttante come il Vesuvio.

Di Fiore Marro

Un Napoli roboante, epico, un azzurro bello come il mare che circonda la città e potente, eruttante come il Vesuvio.

Marcatori: 14′ Osimhen (N), 39′ Kvaratskhelia (N), 42′ Di Maria (J), 55′ Rrahmani (N), 65′ Osimhen (N), 72′ Elmas (N).

A un dato momento, mi arriva un messaggio dagli spalti del Maradona:  [23:39, 13/1/2023] Antonio Mio: “Mammami… Ma che è succiess?” Antonio Mio sta per mio figlio primogenito. Incredulo e raggiante, come tutti quelli della sua generazione, nati dopo l’era Maradona, che hanno finalmente visto strapazzare la Juve.

Il nemico di sempre, il Savoia usurpatore; felice come padre e come tifoso, nel riscontrare la gioia del proprio figlio, senza naturalmente dimenticare e sottolineare che quelli della mia generazione e con qualche capello bianco di troppo, almeno a quelli cui i capelli in testa hanno resistito, come al sottoscritto.

Le “manite”inferte alla Vecchia Signora, oggi pronta per l’ospizio, hanno avuto modo di vederne altre, una sotto gli occhi della Fiat, a Torino, in uno strepitoso 5 a 3. Antonio Careca rifilò una tripletta ai bianconeri, in un grigio pomeriggio piemontese, la stagione terminò con la conquista della Coppa Uefa.

L’altra “cinquina” rifilata agli odiati Non Colorati, si manifestò il 1° settembre del 1990, in occasione della terza edizione della Supercoppa Italiana. Un Napoli che sembrava stellare ma che invece poi si rivelò al crepuscolo, dopo sette stagioni indimenticabili.

Momenti indelebili che rimarranno nel libro dei ricordi di ogni innamorato degli azzurri partenopei. Contento quindi per le nuove generazioni, contento per la gioia di un popolo intero. L’unico al mondo che ha avuto una città come Regno, come è stato un tempo Napoli, reale come appare il Calcio Napoli in questa sessione di campionato.

Certo la vittoria è stata agevolata anche dal più presuntuoso degli allenatori, Allegri, che schiera nella corsia di Kvaratskhelia il malcapitato Chiesa. L’attaccante bianconero costretto a giocare da terzino, fa delle figuracce inenarrabili. La fortuna talvolta è amica dei presuntuosi egregio Allegri, ma poi davanti a chi è più forte, non c’è fortuna o stellone che possa tenere.

I bianconeri finché il loro unico fuoriclasse ha tenuto botta, quel Fideo al secolo Angel Di Maria, spiritato e talvolta inarrestabile, è riuscita a giocarsela alla pari. Sparito l’argentino la gara non ha avuto più storie, . Gli azzurri hanno letteralmente schiantato i malcapitati juventini, che in qualche circostanza sono stati addirittura graziati dagli avanti del Napoli.

 Una vittoria esaltante, quella degli azzurri, che hanno giocato contro un avversario che in campo si è schierata come la peggiore delle provinciali. In undici dietro la palla, ma questo solo per un tempo, perché nella ripresa i partenopei hanno dilagato, sembrava di assistere a una sorta di Diluvio universale.

Un diluvio che ha visto soprattutto la magnificenza di due campioni:  Victor Osimhen, impressionante, incisivo, indomabile, sempre pericolo. L’attaccante azzurro ha messo in costante difficoltà Bremer e timbra da rapace l’1-0. Hosimen fornisce l’assist a Kvaratskhelia ricambiando il favore. Poi di testa, sua grande specialità, timbra anche il 4-1.

L’altro,  Khvicha Kvaratskhelia Il georgiano che è tornato ai livelli cui ci aveva abituati nella prima parte di stagione. Il suo bottino di serata è di un gol e due assist, quello complessivo racconta di 9 gol e 9 assist. Serve aggiungere altro?

Un Napoli roboante, epico, un azzurro bello come il mare che circonda la città e potente, eruttante come il Vesuvio.

Di Fiore Marro

© Riproduzione riservata

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