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giovedì, Giugno 20, 2024

NAPOLI – LAZIO 0-1: I capitolini sbancano meritatamente il Maradona.

Un brutto Napoli, anzi una squadra che quando scende nella sua realtà dimostra tutta la “straordinarietà”, finora esibita. Mi

Marcatori: 22′ st Vecino (L)

Si deve partire da due concetti, per analizzare la gara di ieri tra Napoli e Lazio. La prima è che va riconosciuto a Maurizio Sarri di avere studiato attentamente i partenopei, utilizzando le mosse migliori per fermarli. La seconda è che logicamente non si può pretendere di vincerle tutte.

Una sconfitta che poteva esserci, così come è accaduto nel momento meno complicato, anche se a inizio di un ciclo non proprio facilissimo. Subito dopo questa gara infatti Spalletti dovrà confrontarsi con l’Atalanta, il Torino in Piemonte, poi ancora contro il Milan.

A parte il l match di ritorno contro l’Eintracht di Francoforte, per gli ottavi di Champions. Un girone dantesco quello di marzo per gli azzurri, una prova di fuoco, importante e delicata. Non è successo nulla di irreparabile. La sconfitta di ieri serva da lezione, ci insegni che nulla è ancora deciso e come amava dire il Trap : “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco!” .

Di solito si festeggia quando si è sicuri matematicamente del risultato. A noi è parso che negli ultimi tempi città, tifoseria, stampa e affini ci sia fatti prendere un poco troppo la mano. Tornare con i piedi per terra è salutare, per i calciatori e un poco per tutto l’ambiente. Ambiente che non deve esaltarsi eccessivamente, come spesso è capitato da queste parti.

Chiaramente è anche naturale che non bisogna ora deprimersi per una sconfitta, manca poco al traguardo. Un traguardo da raggiungere nella speranza che questa squadra non sia la reincarnazione del mitico Chiappucci. Una partita che chiude la bocca anche a quelli che già si vedevano sul podio della Champions, imbattibili e stratosferici.

Così non è, Sarri ci ha fatto capire che i sogni posso essere infranti da un momento all’altro. Un brutto Napoli anzi una squadra che quando scende nella sua realtà, dimostra tutta la straordinarietà finora esibita. Finisce quindi l’imbattibilità interna dei partenopei dopo quasi un anno ad opera della Lazio.

I romani, si sono aggiudicati la sfida contro il Napoli allo Stadio Diego Armando Maradona, valida per la 25^ giornata di Serie A. La formazione di Luciano Spalletti non è riuscita trovare la nona vittoria consecutiva in campionato. Striscia che, come ho detto, è stata interrotta dai biancocelesti a distanza da due mesi dall’ultima sconfitta (4 gennaio, 1-0 contro l’Inter).

Gli uomini di Sarri sono riusciti a tenere botta ad alcune sortite offensive del Napoli, non eccessivamente pericolosi nel complesso delle azioni della partita. Nel secondo tempo Vecino segna una rete simile a quello del compagno Luis Alberto, realizzata nella scorsa giornata.

Male la gara di Osimhen e Kvaratskhelia, forse i peggiori in campo ieri. Addirittura del georgiano l’assist che ha consentito a Vecino di realizzare il gol vittoria dei capitolini, peggio di così solo nei peggiori incubi della torcida napoletana.

di Fiore Marro

Un brutto Napoli, anzi una squadra che quando scende nella sua realtà dimostra tutta la “straordinarietà”, finora esibita. Mi

Marcatori: 22′ st Vecino (L)

Si deve partire da due concetti, per analizzare la gara di ieri tra Napoli e Lazio. La prima è che va riconosciuto a Maurizio Sarri di avere studiato attentamente i partenopei, utilizzando le mosse migliori per fermarli. La seconda è che logicamente non si può pretendere di vincerle tutte.

Una sconfitta che poteva esserci, così come è accaduto nel momento meno complicato, anche se a inizio di un ciclo non proprio facilissimo. Subito dopo questa gara infatti Spalletti dovrà confrontarsi con l’Atalanta, il Torino in Piemonte, poi ancora contro il Milan.

A parte il l match di ritorno contro l’Eintracht di Francoforte, per gli ottavi di Champions. Un girone dantesco quello di marzo per gli azzurri, una prova di fuoco, importante e delicata. Non è successo nulla di irreparabile. La sconfitta di ieri serva da lezione, ci insegni che nulla è ancora deciso e come amava dire il Trap : “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco!” .

Di solito si festeggia quando si è sicuri matematicamente del risultato. A noi è parso che negli ultimi tempi città, tifoseria, stampa e affini ci sia fatti prendere un poco troppo la mano. Tornare con i piedi per terra è salutare, per i calciatori e un poco per tutto l’ambiente. Ambiente che non deve esaltarsi eccessivamente, come spesso è capitato da queste parti.

Chiaramente è anche naturale che non bisogna ora deprimersi per una sconfitta, manca poco al traguardo. Un traguardo da raggiungere nella speranza che questa squadra non sia la reincarnazione del mitico Chiappucci. Una partita che chiude la bocca anche a quelli che già si vedevano sul podio della Champions, imbattibili e stratosferici.

Così non è, Sarri ci ha fatto capire che i sogni posso essere infranti da un momento all’altro. Un brutto Napoli anzi una squadra che quando scende nella sua realtà, dimostra tutta la straordinarietà finora esibita. Finisce quindi l’imbattibilità interna dei partenopei dopo quasi un anno ad opera della Lazio.

I romani, si sono aggiudicati la sfida contro il Napoli allo Stadio Diego Armando Maradona, valida per la 25^ giornata di Serie A. La formazione di Luciano Spalletti non è riuscita trovare la nona vittoria consecutiva in campionato. Striscia che, come ho detto, è stata interrotta dai biancocelesti a distanza da due mesi dall’ultima sconfitta (4 gennaio, 1-0 contro l’Inter).

Gli uomini di Sarri sono riusciti a tenere botta ad alcune sortite offensive del Napoli, non eccessivamente pericolosi nel complesso delle azioni della partita. Nel secondo tempo Vecino segna una rete simile a quello del compagno Luis Alberto, realizzata nella scorsa giornata.

Male la gara di Osimhen e Kvaratskhelia, forse i peggiori in campo ieri. Addirittura del georgiano l’assist che ha consentito a Vecino di realizzare il gol vittoria dei capitolini, peggio di così solo nei peggiori incubi della torcida napoletana.

di Fiore Marro

© Riproduzione riservata

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