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giovedì, Giugno 20, 2024

NAPOLI– REAL MADRID 2 a 3: Nella corrida gigliata il Borbone Spagna sconfigge il Borbone Napoli.

Il risultato è da considerarsi un piccolo passo indietro, perché un pareggio, in classifica, avrebbe piazzato gli azzurri in una buona posizione, vista la sconfitta dell’Union Berlino.

GOL: 19′ Ostigard, 27′ Vinicius, 34′ Bellingham, 54′ Zielinski, 78′ Meret (og)

Bisogna dare atto a Giovanni Di Lorenzo che è un uomo di parola, fin dalla conferenza stampa pre – partita ha tenuto a sottolineare che questo non è il Napoli della passata stagione, e per darne una dimostrazione concreta, poi in campo,  fornisce l’assist a Bellingham, che scatena la rete del pareggio madridista.

Rete che   ha poi trasformato il primo tempo, fino a quel momento tenuto bene dagli azzurri, in una partita senza storia, da quel momento in poi altro che Napoli di Spalletti, sembra più che altro di assistere a quelle gare di rifinitura quando, il venerdì, la prima squadra si allena con i ragazzi della “Primavera”. a un dato momento si è temuto il peggio, al Maradona sembrava fossero sbarcati 11 marziani.

La ripresa per fortuna, è iniziata sotto una nuova luce, al punto che osiamo dire che il Napoli non meritava di perdere, anche se non ha dato mai l’impressione di poterla vincere, ma i toni in campo erano diversi finalmente, non si aveva l’impressione di veder correre 11 ragazzini, terrorizzati dagli avversari ma una vera squadra di calcio, pronta a battersi e così è stato fino al fischio finale di un pessimo arbitro.

Il Real può vincere dovunque,questa è una certezza, e si può anche vincere contro il Napoli, però non in quel modo, con un calcio d’angolo inesistente, totalmente inventato dalla terna arbitrale,  con l’arbitro Turpin che dal momento che ha dovuto concedere, suo malgrado, causa VAR il rigore, del pareggio partenopeo, ha da quel momento diretto a senso unico a favore dei blancos, quasi nel voler scusarsi per avere concesso il penalty.

Il Napoli nel secondo tempo si è ampiamente riscattato dal torpore del primo, anche se poi ha  finito di giocare in una baraonda tattica senza precedenti, i cambi non hanno portato stavolta giovamento, anzi in alcuni casi sono stati poco incisivi se non deleteri.

La partita meritava un finale diverso, ma gli azzurri hanno commesso troppi errori individuali per meritarsi qualcosa di più, in Champions non si affrontano squadra leggere che ti concedono gli errori fatti in uscita, come quello di Di Lorenzo, e tutti hanno buoni calciatori dotati da forti tiri da lontano, e stavolta Meret non è esente da colpe, nonostante quel terzo gol sia frutto di molti falli commessi dagli iberici.

Osimhen, per carità, guai a chi lo tocca, ma non è parso certo il Re Leone della Champions passata, sembra la copia edulcorata del bomber rapace della gestione trascorsa, non si mostra più come il condottiero senza paura cui siamo abituati a scorgere, se persino un “ferro vecchio” come Nacho gli mette la museruola, mai incisivo, mai nel vivo del gioco, allora davvero vuol dire che c’è qualcosa di diverso e di meno consistente del centravanti cui eravamo abituati a vedere, correre, sbraitare, sbracciarsi e intimidire gli avversari, aspettiamo tempi migliori nella speranza che tornino prima che se ne vada.

Per il risultato in se, è da considerarsi un piccolo passo indietro, peccato perché un pareggio, in classifica, avrebbe piazzato gli azzurri in una buona posizione, vista la sconfitta dell’Union Berlino, battuto immeritatamente in casa dai portoghesi del Braga, i tedeschi che a questo punto diventano lo spauracchio per raggiungere la qualificazione agli ottavi.

Che dire è stata una sfida fratricida tra i Borbone Spagna e quelli delle Due Sicilie, la vittoria è andata a chi l’ha veramente cercata di più, talvolta il blasone in queste gare viene fuori e lo si nota tutto, anche se senza i tanti errori arbitrali, poteva andare diversamente.

Fiore Marro

Il risultato è da considerarsi un piccolo passo indietro, perché un pareggio, in classifica, avrebbe piazzato gli azzurri in una buona posizione, vista la sconfitta dell’Union Berlino.

GOL: 19′ Ostigard, 27′ Vinicius, 34′ Bellingham, 54′ Zielinski, 78′ Meret (og)

Bisogna dare atto a Giovanni Di Lorenzo che è un uomo di parola, fin dalla conferenza stampa pre – partita ha tenuto a sottolineare che questo non è il Napoli della passata stagione, e per darne una dimostrazione concreta, poi in campo,  fornisce l’assist a Bellingham, che scatena la rete del pareggio madridista.

Rete che   ha poi trasformato il primo tempo, fino a quel momento tenuto bene dagli azzurri, in una partita senza storia, da quel momento in poi altro che Napoli di Spalletti, sembra più che altro di assistere a quelle gare di rifinitura quando, il venerdì, la prima squadra si allena con i ragazzi della “Primavera”. a un dato momento si è temuto il peggio, al Maradona sembrava fossero sbarcati 11 marziani.

La ripresa per fortuna, è iniziata sotto una nuova luce, al punto che osiamo dire che il Napoli non meritava di perdere, anche se non ha dato mai l’impressione di poterla vincere, ma i toni in campo erano diversi finalmente, non si aveva l’impressione di veder correre 11 ragazzini, terrorizzati dagli avversari ma una vera squadra di calcio, pronta a battersi e così è stato fino al fischio finale di un pessimo arbitro.

Il Real può vincere dovunque,questa è una certezza, e si può anche vincere contro il Napoli, però non in quel modo, con un calcio d’angolo inesistente, totalmente inventato dalla terna arbitrale,  con l’arbitro Turpin che dal momento che ha dovuto concedere, suo malgrado, causa VAR il rigore, del pareggio partenopeo, ha da quel momento diretto a senso unico a favore dei blancos, quasi nel voler scusarsi per avere concesso il penalty.

Il Napoli nel secondo tempo si è ampiamente riscattato dal torpore del primo, anche se poi ha  finito di giocare in una baraonda tattica senza precedenti, i cambi non hanno portato stavolta giovamento, anzi in alcuni casi sono stati poco incisivi se non deleteri.

La partita meritava un finale diverso, ma gli azzurri hanno commesso troppi errori individuali per meritarsi qualcosa di più, in Champions non si affrontano squadra leggere che ti concedono gli errori fatti in uscita, come quello di Di Lorenzo, e tutti hanno buoni calciatori dotati da forti tiri da lontano, e stavolta Meret non è esente da colpe, nonostante quel terzo gol sia frutto di molti falli commessi dagli iberici.

Osimhen, per carità, guai a chi lo tocca, ma non è parso certo il Re Leone della Champions passata, sembra la copia edulcorata del bomber rapace della gestione trascorsa, non si mostra più come il condottiero senza paura cui siamo abituati a scorgere, se persino un “ferro vecchio” come Nacho gli mette la museruola, mai incisivo, mai nel vivo del gioco, allora davvero vuol dire che c’è qualcosa di diverso e di meno consistente del centravanti cui eravamo abituati a vedere, correre, sbraitare, sbracciarsi e intimidire gli avversari, aspettiamo tempi migliori nella speranza che tornino prima che se ne vada.

Per il risultato in se, è da considerarsi un piccolo passo indietro, peccato perché un pareggio, in classifica, avrebbe piazzato gli azzurri in una buona posizione, vista la sconfitta dell’Union Berlino, battuto immeritatamente in casa dai portoghesi del Braga, i tedeschi che a questo punto diventano lo spauracchio per raggiungere la qualificazione agli ottavi.

Che dire è stata una sfida fratricida tra i Borbone Spagna e quelli delle Due Sicilie, la vittoria è andata a chi l’ha veramente cercata di più, talvolta il blasone in queste gare viene fuori e lo si nota tutto, anche se senza i tanti errori arbitrali, poteva andare diversamente.

Fiore Marro

© Riproduzione riservata

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