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mercoledì, Maggio 29, 2024

PARCO VERDE – Ventisei colpi di pistola di avvertimento.

Parco Verde di Caivano, Viale Tulipano, giovedi 8 luglio, ventisei colpi di pistola cadono sul suolo. Un numero così consistente di colpi d’arma da fuoco avrebbe dovuto provocare una strage, invece si immagina una stesa. Termine questo entrato amaramente nel vocabolario della cronaca nera per definire una pratica utilizzata camorristica dei giovani delinquenti per terrorizzare i quartieri Napoletani.

Dal centro alla periferia di Napoli si mette in campo la stesa, una nuova regola terroristica di minaccia diretta ad altri concorrenti o interi quartieri. Questo l’ipotesi delle forze dell’ordine sia avvenuto ieri al Parco Verde di Caivano. I carabinieri della Compagnia di Casoria sono intervenuti, in seguito ad una chiamata, per le orine indagini.

Parco Verde di Caivano, Viale dei Tulipani, quanta poesia in queste parole e questo è il luogo preciso dove è avvenuto il fatto. Il primo effetto di questo atto criminale, la chiusura del centro estivo. Don Maurizio Patriciello, parroco del Parco Verde, da sempre in prima linea:

Preoccupati e basiti per l’interminabile sparatoria di ieri sera, giovedì 8 luglio, abbiamo deciso di sospendere le attività del Gruppo Estivo. Il solo pensiero che qualche bambino possa essere coinvolto in un conflitto a fuoco ci terrorizza. Il Signore abbia pietà di noi”.

I carabinieri avevano effettuato l’ultima retata l’anno scorso a maggio, arrestando cinquantuno malviventi, dai boss ai gregari, tutti legati al clan Sautto-Ciccarelli. Era loro l’area di soaccio del traffico di droga. Avvertiti da una telefonata, sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Casoria e quelli del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, per i rilievi e l’avvio delle indagini.

I colpi sarebbero stati quindi esplosi verso l’alto, nella dinamica classica di una stesa, forse un avvertimento per qualche pregiudicato che abita da quelle parti, bersaglio quindi dell’intimidazione. Il Sindaco di Caivano Enzo Falco scrive al prefetto Marco Valentini e al presidente della regione Campania Vincenzo De Luca. Nella lettera dice:

Quegli alloggi andrebbero abbattuti e ricostruiti, come già accaduto con le Vele a Scampia. Andrebbe abbattuta simbolicamente la palazzina Iacp, dove sono stati uccisi barbaramente due bambini vittime di pedofilia.

Serve rafforzare l’offerta formativa delle scuole, anche oltre l’orario scolastico, un esercito di assistenti sociali, sociologi, psicologi, maestri di strada e di chiunque possa sottrarre i ragazzi dalla strada. Lo Stato non può arretrare rispetto a tali atti, ma gli interventi a mio parere devono essere sviluppati su più piani in modo sinergico”.

La proposta del Sindaco Falco, le parole di sconforto pronunciate da Don Maurizio Patriciello, si sintetizzano in una sola frase: “Presenza dello Stato”. Presenza continua e costante, per sconfiggere la delinquenza, soprattutto i problemi che sedimentano le attività illegali dare speranza a migliaia di famiglie vittime, chi vive in quei luoghi.

Caivano e il Parco Verde soni uno dei tanti posti dove sono allevati i nuovi boss e la loro manovalanza. Tutte le nostre città, da Napoli ai centri della provincia, sono ostaggio delle loro attività criminali. Quei ventisei colpi di pistola, prima o poi al Parco Verde potrebbero andare a segno, tutti rischiano, delinquenti e gente comune.

Bisogna intervenire, anche urbanisticamente e socialmente, come propone il sindaco di Caivano Enzo Falco, come invoca Don Maurizio Padriciello per estirpare alla radice il male e salvare il Parco Verde e non solo.
Siamo tutti sotto assedio come in una zona di guerra, lo stato non può abbassare la guardia, il futuro passa dalla periferia per arrivare ai centri delle città. Caivano, l’ultimo comune prima della provincia di casetta, il Parco Verde, periferia della periferia, interveniamo adesso, prima che sia troppo tardi. Diamo senso soprattutto alle parole del sindaco Falco, del parroco Padriciello, la legalità, come il vangelo: “non si predica, si pratica” .

di gianni bianco

Parco Verde di Caivano, Viale Tulipano, giovedi 8 luglio, ventisei colpi di pistola cadono sul suolo. Un numero così consistente di colpi d’arma da fuoco avrebbe dovuto provocare una strage, invece si immagina una stesa. Termine questo entrato amaramente nel vocabolario della cronaca nera per definire una pratica utilizzata camorristica dei giovani delinquenti per terrorizzare i quartieri Napoletani.

Dal centro alla periferia di Napoli si mette in campo la stesa, una nuova regola terroristica di minaccia diretta ad altri concorrenti o interi quartieri. Questo l’ipotesi delle forze dell’ordine sia avvenuto ieri al Parco Verde di Caivano. I carabinieri della Compagnia di Casoria sono intervenuti, in seguito ad una chiamata, per le orine indagini.

Parco Verde di Caivano, Viale dei Tulipani, quanta poesia in queste parole e questo è il luogo preciso dove è avvenuto il fatto. Il primo effetto di questo atto criminale, la chiusura del centro estivo. Don Maurizio Patriciello, parroco del Parco Verde, da sempre in prima linea:

Preoccupati e basiti per l’interminabile sparatoria di ieri sera, giovedì 8 luglio, abbiamo deciso di sospendere le attività del Gruppo Estivo. Il solo pensiero che qualche bambino possa essere coinvolto in un conflitto a fuoco ci terrorizza. Il Signore abbia pietà di noi”.

I carabinieri avevano effettuato l’ultima retata l’anno scorso a maggio, arrestando cinquantuno malviventi, dai boss ai gregari, tutti legati al clan Sautto-Ciccarelli. Era loro l’area di soaccio del traffico di droga. Avvertiti da una telefonata, sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Casoria e quelli del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, per i rilievi e l’avvio delle indagini.

I colpi sarebbero stati quindi esplosi verso l’alto, nella dinamica classica di una stesa, forse un avvertimento per qualche pregiudicato che abita da quelle parti, bersaglio quindi dell’intimidazione. Il Sindaco di Caivano Enzo Falco scrive al prefetto Marco Valentini e al presidente della regione Campania Vincenzo De Luca. Nella lettera dice:

Quegli alloggi andrebbero abbattuti e ricostruiti, come già accaduto con le Vele a Scampia. Andrebbe abbattuta simbolicamente la palazzina Iacp, dove sono stati uccisi barbaramente due bambini vittime di pedofilia.

Serve rafforzare l’offerta formativa delle scuole, anche oltre l’orario scolastico, un esercito di assistenti sociali, sociologi, psicologi, maestri di strada e di chiunque possa sottrarre i ragazzi dalla strada. Lo Stato non può arretrare rispetto a tali atti, ma gli interventi a mio parere devono essere sviluppati su più piani in modo sinergico”.

La proposta del Sindaco Falco, le parole di sconforto pronunciate da Don Maurizio Patriciello, si sintetizzano in una sola frase: “Presenza dello Stato”. Presenza continua e costante, per sconfiggere la delinquenza, soprattutto i problemi che sedimentano le attività illegali dare speranza a migliaia di famiglie vittime, chi vive in quei luoghi.

Caivano e il Parco Verde soni uno dei tanti posti dove sono allevati i nuovi boss e la loro manovalanza. Tutte le nostre città, da Napoli ai centri della provincia, sono ostaggio delle loro attività criminali. Quei ventisei colpi di pistola, prima o poi al Parco Verde potrebbero andare a segno, tutti rischiano, delinquenti e gente comune.

Bisogna intervenire, anche urbanisticamente e socialmente, come propone il sindaco di Caivano Enzo Falco, come invoca Don Maurizio Padriciello per estirpare alla radice il male e salvare il Parco Verde e non solo.
Siamo tutti sotto assedio come in una zona di guerra, lo stato non può abbassare la guardia, il futuro passa dalla periferia per arrivare ai centri delle città. Caivano, l’ultimo comune prima della provincia di casetta, il Parco Verde, periferia della periferia, interveniamo adesso, prima che sia troppo tardi. Diamo senso soprattutto alle parole del sindaco Falco, del parroco Padriciello, la legalità, come il vangelo: “non si predica, si pratica” .

di gianni bianco

© Riproduzione riservata

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