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giovedì, Giugno 20, 2024

POMPEI – Ventiquattrenne uccisa e violentata

Dopo il clamore del video di Beppe Grillo che ha riportato agli onori della cronaca la violenza o presunta tale di una ragazza da parte di quattro amici, tra cui il figlio Ciro del comico genovese, a Pompei una ventiquattrenne  violentata e uccisa.

Ieri nella città di Pompei si è consumato un dramma, una ragazza di ventiquattro anni è stata violentata e uccisa. La notizia è comparsa stamattina sull’agenzia Ansa stamattina. A nulla è valso il tentativo di soccorrerla da parte degli operatori del 118, i tagli all’addome sono risultati fatali. Cosa ha potuto scatenare la ferocia dell’aguzzino o del branco in modo così efferato? Oltre le ferite da arma da taglio, alla ragazza sono state riscontrate anche due caviglie fratturate. Soprattutto i segni di una “violenza carnale”, la solita. La stessa violenza che occupa a vario titolo le notizie sui giornali in questi giorni. La violenza sessuale da qualche tempo sporca le pagine degli articoli di giornale, dei display on-line ma soprattutto infanga la vita di una donna. In questo mondo c’è davvero qualcosa che non va, soprattutto le norme, troppo garantiste, non riescono a contrastare e prevenire gli atti di violenza contro le donne. I processi spesso si trasformano in tribunali dell’inquisizione nei confronti della vittima: “come vestiva – chi frequentava – quali le sua abitudini“, alludendo a tutte una serie di attenuanti per gli aggressori. Troppe volte al danno della violenza si aggiunge la beffa del fango, come nel caso di Porto Cervo in Sardegna in cui è coinvolto il figlio di Beppe Grillo. Una ventiquattrenne muore e le indagini scopriranno di sicuro il responsabile o i responsabili. Speriamo si metta fine a questa ignobile pratica di uomini violenti, animali in libertà, che non si pentono e soprattutto non ricevono mai la pena che meritano. Oggi l’unica certezza è il dolore dei genitori, del vuoto che vivranno per tutta la loro vita. Alla ragazza, vittima due volte, dedico i versi di una storia analoga, di una canzone di Fabrizio De Andrè: “…ma il vento che la vide così bella, dal fiume la portò sopra una stella...”

Tiziana Dniele

Ieri nella città di Pompei si è consumato un dramma, una ragazza di ventiquattro anni è stata violentata e uccisa. La notizia è comparsa stamattina sull’agenzia Ansa stamattina. A nulla è valso il tentativo di soccorrerla da parte degli operatori del 118, i tagli all’addome sono risultati fatali. Cosa ha potuto scatenare la ferocia dell’aguzzino o del branco in modo così efferato? Oltre le ferite da arma da taglio, alla ragazza sono state riscontrate anche due caviglie fratturate. Soprattutto i segni di una “violenza carnale”, la solita. La stessa violenza che occupa a vario titolo le notizie sui giornali in questi giorni. La violenza sessuale da qualche tempo sporca le pagine degli articoli di giornale, dei display on-line ma soprattutto infanga la vita di una donna. In questo mondo c’è davvero qualcosa che non va, soprattutto le norme, troppo garantiste, non riescono a contrastare e prevenire gli atti di violenza contro le donne. I processi spesso si trasformano in tribunali dell’inquisizione nei confronti della vittima: “come vestiva – chi frequentava – quali le sua abitudini“, alludendo a tutte una serie di attenuanti per gli aggressori. Troppe volte al danno della violenza si aggiunge la beffa del fango, come nel caso di Porto Cervo in Sardegna in cui è coinvolto il figlio di Beppe Grillo. Una ventiquattrenne muore e le indagini scopriranno di sicuro il responsabile o i responsabili. Speriamo si metta fine a questa ignobile pratica di uomini violenti, animali in libertà, che non si pentono e soprattutto non ricevono mai la pena che meritano. Oggi l’unica certezza è il dolore dei genitori, del vuoto che vivranno per tutta la loro vita. Alla ragazza, vittima due volte, dedico i versi di una storia analoga, di una canzone di Fabrizio De Andrè: “…ma il vento che la vide così bella, dal fiume la portò sopra una stella...”

Tiziana Dniele

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