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venerdì, Giugno 21, 2024

RIGOPIANO: Il pericolo prescrizione.

Rigopiano è una località turistica tra gli Appennini abruzzesi del comune di Farindola,

Le macerie dell’Hotel Rigopiano.

Rigopiano è una località turistica tra gli Appennini abruzzesi del comune di Farindola, in provincia di Pescara, posta alle falde sud-orientali del Gran Sasso d’Italia.

Venticinque imputati chiedono il rito abbreviato per il processo che da quattro anni va avanti e il pericolo reale si chiama “prescrizione“. Sono passati, come dicevo, quattro anni dal terribile avvenimento. Il 18 gennaio del 2017 un albergo a Rigopiano tra le nevi dell’appennino Abruzzese è seppellito da una valanga.

C’erano quaranta persone nell’hotel quando la valanga nel pomeriggio di quella data fatale investì la struttura. Esattamente ventotto ospiti, tra loro quattro bambini. Dodici invece dipendenti, compresi il titolare dell’albergo.

Undici superstiti dal tragico evento, salvi perché al momento della slavina erano fuori. Altri nove tirati fuori dai vigili del fuoco per questo ancora vivi. La domanda più ricorrente in questi anni è sempre la stessa: “Sono stati fatti degli errori nei soccorsi al Rigopiano?

Di sicuro non sono state prese sul serio dalla Prefettura di Pescara, il 18 gennaio, le prime due telefonate di allarme sul crollo dell’hotel. Una serie di incomprensioni e di errori di valutazione, per questo non sono state prese decisioni immediate.

L’allarme lanciato dal cuoco, avvertito da un amico, è stato da una funzionaria trattato in modo discutibile, quasi sprezzante. Gli investigatori hanno ascoltato la funzionaria in questi giorni.

Alla Procura interessa soprattutto la ricostruzione delle disfunzioni che avrebbero infine portato a una serie di omissioni da parte della Prefettura. Quella sera la Prefettura stesso aveva avocato a sé il compito di gestire l’emergenza sul territorio.

La cosa che fa male, a parte il dispiacere per le vittime, è questo continuo perpetuarsi di una giustizia ingiusta. Quattro anni sono scivolati via dal tragico evento ed è imminente il “gioco” della prescrizione di alcuni reati.

È serio, è giusto, soprattutto ai tanti che si sciacquano la bocca di “onestá e legalità”, cosa fanno in parlamento per eliminare queste ingiustizie? Ad oggi niente. Speriamo solo che possano pagare coloro che sono responsabili di quella tragedia. Regione, Prefettura e altri enti o imprenditori non devono farla franca come spesso, anzi sempre accade in queste strana nazione.

Di Luigi Eucalipto

Le macerie dell’Hotel Rigopiano.

Rigopiano è una località turistica tra gli Appennini abruzzesi del comune di Farindola, in provincia di Pescara, posta alle falde sud-orientali del Gran Sasso d’Italia.

Venticinque imputati chiedono il rito abbreviato per il processo che da quattro anni va avanti e il pericolo reale si chiama “prescrizione“. Sono passati, come dicevo, quattro anni dal terribile avvenimento. Il 18 gennaio del 2017 un albergo a Rigopiano tra le nevi dell’appennino Abruzzese è seppellito da una valanga.

C’erano quaranta persone nell’hotel quando la valanga nel pomeriggio di quella data fatale investì la struttura. Esattamente ventotto ospiti, tra loro quattro bambini. Dodici invece dipendenti, compresi il titolare dell’albergo.

Undici superstiti dal tragico evento, salvi perché al momento della slavina erano fuori. Altri nove tirati fuori dai vigili del fuoco per questo ancora vivi. La domanda più ricorrente in questi anni è sempre la stessa: “Sono stati fatti degli errori nei soccorsi al Rigopiano?

Di sicuro non sono state prese sul serio dalla Prefettura di Pescara, il 18 gennaio, le prime due telefonate di allarme sul crollo dell’hotel. Una serie di incomprensioni e di errori di valutazione, per questo non sono state prese decisioni immediate.

L’allarme lanciato dal cuoco, avvertito da un amico, è stato da una funzionaria trattato in modo discutibile, quasi sprezzante. Gli investigatori hanno ascoltato la funzionaria in questi giorni.

Alla Procura interessa soprattutto la ricostruzione delle disfunzioni che avrebbero infine portato a una serie di omissioni da parte della Prefettura. Quella sera la Prefettura stesso aveva avocato a sé il compito di gestire l’emergenza sul territorio.

La cosa che fa male, a parte il dispiacere per le vittime, è questo continuo perpetuarsi di una giustizia ingiusta. Quattro anni sono scivolati via dal tragico evento ed è imminente il “gioco” della prescrizione di alcuni reati.

È serio, è giusto, soprattutto ai tanti che si sciacquano la bocca di “onestá e legalità”, cosa fanno in parlamento per eliminare queste ingiustizie? Ad oggi niente. Speriamo solo che possano pagare coloro che sono responsabili di quella tragedia. Regione, Prefettura e altri enti o imprenditori non devono farla franca come spesso, anzi sempre accade in queste strana nazione.

Di Luigi Eucalipto

© Riproduzione riservata

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